Piano Faunistico Venatorio, Rossi Romanelli e Galletti (M5S) rispondono all'assessore Lenzi (Avs): “C’è chi ha cultura di Governo e chi si ferma alla mera testimonianza. Comprendiamo la necessità di fare propaganda, ma un assessore non può diffondere falsità
Venerdì 31 luglio 2026
Firenze, 31 luglio 2026 – «Capiamo che Avs abbia bisogno di rivendicare una rappresentanza e di apparire come il punto di riferimento delle persone e delle associazioni che hanno a cuore l’ambiente e gli animali in Toscana. Peccato che in tutti questi mesi, mentre noi abbiamo lavorato con quelle stesse associazioni per portare alla Toscana un Pfv più avanzato rispetto a quello adottato, Avs abbia disertato tutti i tavoli»: così i consiglieri del M5S.
«I no ideologici e aprioristici sono più facili; diverso è governare con un approccio costruttivo e saper stare in un confronto positivo con gli alleati di Governo, senza smarrire la propria identità valoriale. Persino le opposizioni sociali, come Federcaccia, e politiche, come Fdi e Fi, sono state costrette a riconoscere il nostro ruolo proattivo, dichiarando che abbiamo avuto il ruolo e la capacità di cambiare il Pfv orientandolo in una direzione ambientalista. Avs dov’era? Se il M5S avesse seguito l'esempio di Avs, tirandosi fuori dalle trattative sul Piano e rifugiandosi in un 'no' ideologico, oggi la Toscana si troverebbe in una situazione ben peggiore. Avrebbe un Piano che riconosce il cacciatore come garante degli ecosistemi — facendo la felicità della destra e di Federcaccia — oppure non ne avrebbe alcuno. E in quest'ultimo caso, di fronte alla legge 'sparatutto' del governo nazionale, la nostra regione sarebbe stata costretta a ridurre le tutele per la fauna selvatica. Capiamo il bisogno di fare propaganda, ma è francamente inaccettabile diffondere falsità per difendere una scelta politica palesemente perdente»
