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Piccola editoria, proposta di legge M5S in Consiglio regionale: «Difendere la bibliodiversità dalle logiche algoritmiche»

Martedì 6 ottobre 2026 · 13:40

Firenze, 6 ottobre 2026 – In un mercato editoriale nel quale pochi grandi gruppi dispongono della forza economica, distributiva e promozionale capace di orientare sempre più profondamente ciò che arriva nelle librerie e ciò che ne resta fuori, il Movimento 5 Stelle ha presentato, in commissione congiunta II e V del Consiglio regionale, una proposta di legge per sostenere la piccola editoria toscana e quella rete di imprese che continua a pubblicare autori emergenti, ricerca saggistica, poesia, opere artistiche, studi bibliografici e lavori dedicati alla memoria e promozione dei territori.

«È su questo terreno che si gioca oggi una parte rilevante del pluralismo culturale – spiega la consigliera firmataria della Pdl, Irene Galletti – la crescente concentrazione del settore, alla quale si sommano il peso delle piattaforme digitali, i criteri algoritmici di selezione e promozione e, più recentemente, l’impiego dell’intelligenza artificiale nella produzione dei contenuti, tende a premiare ciò che è immediatamente riconoscibile, facilmente replicabile e destinato al pubblico più largo. Ne deriva una pressione sempre più forte verso l’omologazione dei cataloghi, mentre le opere meno conciliabili con le economie di scala, con le mode del momento o con le previsioni di vendita incontrano difficoltà crescenti già prima di arrivare al lettore.

I piccoli editori lavorano esattamente in questo spazio. Cercano autori, costruiscono collane, recuperano testi, tengono viva la ricerca locale, investono su opere che possono maturare nel tempo e offrono una sede editoriale a ciò che i grandi circuiti, per ragioni industriali prima ancora che culturali, tendono a trascurare. È questa la “bibliodiversità” che intendiamo tutelare: la possibilità concreta che idee, scritture, studi e memorie differenti continuino a trovare una forma, un editore e un pubblico».

La Toscana, terza regione italiana per numero di editori e depositaria di una tradizione letteraria e tipografica di straordinario rilievo, presenta da questo punto di vista una struttura insieme ricca e fragile: accanto a pochi marchi storici e solidamente organizzati opera una trama diffusa di micro e piccole imprese, spesso gravate da costi elevati, margini ridotti e difficoltà di accesso alla distribuzione. Su questa realtà interviene la proposta del M5S, che concentra le risorse su investimenti capaci di rafforzare le imprese e allargarne il mercato: digitalizzazione dei processi aziendali, acquisto di software gestionali e piattaforme di e-commerce, partecipazione alle principali fiere regionali, nazionali e internazionali, acquisizione di diritti dall’estero, traduzione e promozione fuori dall’Italia delle opere pubblicate dagli editori toscani. Il criterio scelto è preciso: il denaro pubblico dovrà finanziare crescita, innovazione e capacità di stare sul mercato, evitando erogazioni indistinte che rischino di disperdere risorse senza consolidare le imprese.