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Acqua pubblica, Rossi Romanelli e Galletti (M5S): «Torniamo a parlarne: gestione pubblica nei territori e società unica regionale per gli investimenti. L’acqua entri nella strategia industriale della Toscana»

Mercoledì 14 ottobre 2026 · 16:05

Firenze, 14 ottobre 2026 – «Il ruolo strategico del servizio idrico – e dei servizi pubblici in generale – emerge con forza nel dibattito sulla reindustrializzazione della Toscana: il M5S crede nella necessità e nell’urgenza di un nuovo assetto regionale che passi sia dalla gestione in house del servizio, sia dalla costituzione di un unico soggetto industriale regionale incaricato di programmare e realizzare gli investimenti infrastrutturali di maggiore rilievo»: così i consiglieri Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli.

Accanto ai gestori territoriali, che alla scadenza delle loro concessioni dovranno caratterizzarsi per un modello in house sulla base delle attuali conferenze territoriali e quindi completamente pubblico, la Regione dovrebbe promuovere con i Comuni una società industriale di livello regionale, capace di operare in raccordo con l’Autorità Idrica Toscana e di assumere la responsabilità della programmazione strategica e delle grandi infrastrutture: «La frammentazione attuale rende più difficile affrontare opere che per dimensione, costo e interesse richiedono una scala regionale come sistemi di captazione, invasi, impianti di potabilizzazione, fognature, interconnessioni e ammodernamento delle reti – spiegano i consiglieri – una società regionale potrebbe invece riuscire a intercettare risorse statali ed europee, concentrare competenze tecniche e finanziarie e costruire un piano industriale dell’acqua valido per tutta la Toscana, di concerto con l’Ait».

«Nel modello che proponiamo, inoltre, le risorse derivanti dalla tariffa resterebbero disponibili per investimenti finalizzati a rendere più efficiente ed efficace il servizio, venendo interamente destinate a manutenzione, riduzione delle perdite, rinnovo delle condotte e interventi necessari per contenere progressivamente il costo del servizio.

Il tema del futuro della risorsa idrica e dei servizi associati deve tornare centrale anche alla luce delle nuove prescrizioni europee: la Strategia europea sulla resilienza idrica, la direttiva sulle acque potabili e le nuove disposizioni sul trattamento delle acque reflue impongono standard più elevati nella sicurezza della risorsa, nel controllo dei contaminanti emergenti, compresi i Pfas, nel riuso delle acque depurate e nell’efficienza energetica degli impianti. Serviranno investimenti consistenti e continui, che difficilmente potranno essere governati attraverso una somma di strategie aziendali separate».