Caccia, M5S: «Federcaccia ha sbagliato bersaglio, sui 200 ettari parlano gli atti. Ma vanno studiati»
Mercoledì 28 ottobre 2026 · 16:20
Firenze, 28 ottobre 2026 – «Federcaccia Toscana sa bene che il limite dei 200 ettari per l'esclusione dei fondi privati dalla caccia discende dal regolamento regionale e non da Piano Faunistico Venatorio, altrimenti dovremmo pensare che un’associazione – che fonda tutta la sua attività su questa materia – ignori gli elementi normativi fondamentali. La ricostruzione con cui tenta di presentarci in contraddizione con il nostro voto sullo stesso Piano è fuorviante e travisa i fatti con scorrettezza»: così i consiglieri Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli replicano al comunicato di Federcaccia che contesta il sostegno del M5S alla campagna per l'eliminazione della soglia minima di superficie richiesta ai proprietari che intendono sottrarre i propri terreni all'attività venatoria.
«Ricordiamo che già durante l'esame del Piano avevamo individuato la necessità di superare il limite dei 200 ettari per l'esclusione dei fondi privati dalla caccia, e avevamo presentato un emendamento allo stesso Piano e un ordine del giorno collegato con cui chiedevamo alla Giunta di modificare la disciplina regolamentare da cui quel limite discende. L'ordine del giorno, per volontà dell'Aula, fu rinviato in commissione. La nostra posizione su questo punto è dunque precedente all'approvazione del Piano ed è documentata dagli atti del Consiglio regionale. Il Pfvr, in quanto strumento di pianificazione, per quanto riguarda il requisito dei 200 ettari recepisce una previsione già contenuta nel regolamento regionale. La modifica di quella soglia richiede pertanto un intervento sulla disciplina regolamentare che avevamo espressamente sollecitato durante l'esame consiliare del Piano. È precisamente per questa ragione che avevamo accompagnato la proposta emendativa con un ordine del giorno rivolto alla Giunta. Sostenere che il voto favorevole al Pfvr implichi l'accettazione di ogni disposizione regolamentare da esso richiamata significa confondere la funzione dei diversi atti e ignorare le iniziative assunte nel corso della loro approvazione.
Il mondo venatorio che attacca il M5S farebbe meglio a mettere ordine in casa propria prima di avventurarsi in improbabili lezioncine, prendendo atto che è spaccato a metà fra chi cerca di spaventare i proprietari che vorrebbero, anche per fini etici, escludere i propri terreni dalla caccia e chi, come Federcaccia, si dice preoccupato per le conseguenze giuridiche di queste intimidazioni. Noi, intanto, proseguiamo il lavoro per sollecitare con atti istituzionali la governance del settore faunistico venatorio, a cominciare dagli Atc, sui quali abbiamo già presentato una mozione per rivedere i criteri di rappresentanza delle associazioni, introdurre una centrale unica di committenza e assicurare maggiore trasparenza nella gestione delle risorse».
