Difesa idraulica, 9,1 milioni di euro per cinque interventi in provincia di Pisa. Barontini: «Investiamo in prevenzione e sicurezza, con programmazione e interventi concreti»
Martedì 3 novembre 2026 · 11:18
FIRENZE, 3 novembre 2026 – Ammontano a 121,2 milioni di euro le risorse approvate dalla Giunta regionale il 2 novembre per finanziare 53 interventi di difesa idraulica in sette province toscane, nell’ambito delle opere per il superamento dell’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici dell’ottobre e novembre 2023.
Di queste risorse, 9,1 milioni di euro sono destinati alla provincia di Pisa, con interventi che interessano cinque Comuni:
Fauglia: 3 milioni di euro per la realizzazione di una cassa d'espansione sul rio Cascine, affluente del rio Conella, in località Acciaiolo.
Crespina Lorenzana: 2,15 milioni di euro per interventi di riduzione del rischio idraulico sul torrente Isola e sui principali affluenti.
San Miniato: 1 milione di euro per la sistemazione idraulica del rio San Bartolomeo e la realizzazione di casse di espansione nel bacino di monte.
Ponsacco: 1,5 milioni di euro per una cassa di espansione sul rio San Giorgio, a monte della SP 67.
Calcinaia: 1,5 milioni di euro per il canale diversivo del fosso Vecchio di Pontedera, con nuova immissione nel canale scolmatore dell’Arno.
«Con questo programma rafforziamo l'impegno della Regione Toscana nella prevenzione del rischio idrogeologico e nella difesa del suolo. Si tratta di interventi concreti, individuati sulla base delle criticità del territorio, che puntano a migliorare la sicurezza idraulica e la capacità di risposta delle comunità», dichiara David Barontini, assessore regionale all’Ambiente.
«La provincia di Pisa è interessata da opere importanti, distribuite su cinque Comuni e rivolte alla messa in sicurezza di corsi d'acqua e aree esposte al rischio. La prevenzione deve essere una priorità costante: investire prima significa ridurre la vulnerabilità dei territori e tutelare cittadini, attività economiche e patrimonio ambientale. La difesa del suolo richiede programmazione, risorse e collaborazione tra istituzioni. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a lavorare, superando una gestione legata alla sola emergenza e rafforzando la sicurezza dei nostri territori», conclude Barontini.
