
Toscana ostaggio della guerra: "Linea ferroviaria al servizio di Camp Darby?" Galletti (M5S) presenta un'interrogazione urgente
20 giugno 2025
“Ci avevano detto che le basi militari in Europa sarebbero state ridimensionate, che Trump voleva smantellarle. E invece assistiamo al contrario: il riarmo avanza, le guerre aumentano, e la Toscana viene trascinata in questa escalation, con infrastrutture civili sempre più al servizio della macchina bellica.” Così Irene Galletti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale della Toscana, commenta la sospensione della linea ferroviaria Pisa–Livorno, ufficialmente dovuta a lavori nella zona di Tombolo, ma che – secondo comitati e realtà antimilitariste – servirebbe in realtà a rafforzare la logistica di Camp Darby, il più grande arsenale USA in Europa. “La motivazione ufficiale parla di rinnovo di scambi e binari – prosegue Galletti – ma ciò che sta emergendo è un progetto ben più grave: consolidare un collegamento strategico tra il porto di Livorno, la linea ferroviaria e la base statunitense. È inaccettabile che il servizio ferroviario venga interrotto, penalizzando i pendolari, per agevolare il trasporto di armamenti, senza alcuna trasparenza o confronto pubblico. E ancor più grave è il silenzio delle istituzioni.” Galletti annuncia quindi un’interrogazione urgente alla Giunta regionale: “Chiederemo chiarimenti sul ruolo della Regione in questo processo: chi ha autorizzato cosa, con quali basi normative e con quali tutele per i cittadini. Perché oggi, tra l’abbattimento di alberi nel Parco di San Rossore, la costruzione di ponti strategici, binari dedicati e l’uso militare dei canali, l’unica certezza è che la Toscana viene sistematicamente piegata a logiche che nulla hanno a che vedere con la pace o il benessere dei suoi abitanti.” Il Movimento 5 Stelle, conclude Galletti, “ribadisce la propria netta contrarietà all’utilizzo di infrastrutture civili per fini militari” e invita la politica regionale ad avviare una riflessione concreta su un piano di demilitarizzazione del Parco di San Rossore e dell’intero territorio toscano. “Non possiamo continuare a sacrificare il nostro ambiente, la trasparenza istituzionale e la vocazione pacifista della Toscana sull’altare della guerra. È nostro dovere fare chiarezza e opporci a questa deriva. Perché la guerra si combatte anche così: smascherando e fermando chi la prepara nel silenzio.”
