Riforma dello Statuto toscano? M5S: «Democrazia, partecipazione e rappresentanza siano al centro del cambiamento»
Giovedì 29 gennaio 2026 · 15:50
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale Luca Rossi Romanelli spiega il voto favorevole alla proposta di legge di modifica statuaria che si è appena discussa in Consiglio Regionale e che, in ottemperanza alle disposizioni nazionali sulla composizione delle giunte regionali, potrebbe portare alla nomina di un nuovo assessore regionale. «Questa proposta di legge ci ha spinti a fare un ragionamento complessivo. La riforma dello Statuto regionale, a vent’anni dalla sua approvazione, richiede un approccio profondo, responsabile e orientato al futuro. Dobbiamo rafforzare la qualità democratica delle istituzioni toscane e il rapporto con i cittadini. Per questo abbiamo votato a favore ma abbiamo al contempo presentato un ordine del giorno in cui si propone di promuovere un percorso di revisione e aggiornamento complessivo dello Statuto senza dimenticare anche le conseguenti eventuali modifiche necessarie al regolamento interno al consiglio. Ma non solo. Anche alla luce della poca partecipazione alle scorse elezioni regionali, riteniamo indispensabile aprire una riflessione e analisi sulla legge elettorale e sulla legge sulla partecipazione in Toscana. Per questi motivi riteniamo opportuno aprire un confronto sull’opportunità di istituire una commissione speciale, aperta al contributo del mondo sociale, dell’associazionismo, alle competenze accademiche e civiche, incaricata di valutare in modo organico lo stesso Statuto, i regolamenti e anche la legge elettorale» dice Romanelli.
«Il Consiglio regionale ha già visto, progressivamente, ridurre il proprio ruolo a vantaggio dell’esecutivo e con la nomina di un nuovo assessore questo squilibrio potrebbe peggiorare. Vogliamo invece che sia garantito un corretto equilibrio tra i poteri, che sia restituita centralità all’assemblea legislativa, che deve tornare a svolgere pienamente la propria funzione di programmazione, di indirizzo senza dimenticare che il consiglio è l’organo legislativo dei toscani. Anche quello dell’aumento del numero dei consiglieri, di competenza nazionale, è un tema che merita una riflessione seria, libera da slogan, orientata a rafforzare l’efficacia rappresentativa senza aggravio o costi aggiuntivi. Vorremmo anche aprire un confronto per capire quali strumenti possano essere messi in campo per evitare che all’aumento del numero degli assessori corrisponda un aumento dei costi della politica.
Ma anche il tema della rappresentanza è centrale: ad oggi intere aree della Toscana restano marginalizzate, da Siena a Grosseto. Tutte queste criticità derivano da un sistema elettorale che deve essere rivisto e deve diventare capace di garantire pluralismo politico e rappresentanza territoriale.
La riforma dello Statuto non può essere affrontata come un semplice intervento tecnico. Dobbiamo invece cogliere questa occasione per ricostruire fiducia, partecipazione e qualità democratica. La Toscana ha bisogno di istituzioni più aperte, inclusive e capaci di rispondere concretamente alle esigenze della comunità. La partecipazione deve tradursi in strumenti concreti e strutturati, che possano coinvolgere i cittadini soprattutto sulle grandi opere e sugli investimenti strategici, attraverso percorsi pubblici preventivi ispirati alle migliori esperienze europee di dibattito pubblico».
