Reindustrializzazione toscana, Rossi Romanelli (M5S): «Autonomia energetica per salvare il manifatturiero toscano. La transizione non è solo un dovere verde, ma la chiave per il rilancio industriale»
Giovedì 29 gennaio 2026 · 16:56
«La sfida della transizione ecologica rappresenta il pilastro fondamentale per la tenuta del nostro sistema produttivo. In un momento in cui il dibattito sulla deindustrializzazione e sulla contrazione del manifatturiero si fa sempre più urgente, l’autonomia energetica diventa un fattore di competitività non più rinviabile per la Toscana»: così Luca Rossi Romanelli, presidente del gruppo regionale Movimento 5 Stelle.
«Il rallentamento della produzione industriale richiede risposte concrete sui costi dell’energia e sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Superare la dipendenza dai combustibili fossili attraverso le fonti rinnovabili è una strada obbligata per supportare una ripresa economica solida e duratura. Tuttavia, i dati attuali ci dicono che dobbiamo accelerare: la Toscana procede a un ritmo di circa 200 MW l’anno di nuove installazioni, con un preoccupante zero per l’eolico negli ultimi 24 mesi. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi al 2030, che prevedono l’installazione di almeno 4,25 GW, dobbiamo passare dal ritmo attuale a una media di 850 MW annui nei prossimi cinque anni.
È dunque necessario passare da una fase di eccessiva prudenza a una di collaborazione costruttiva. Non possiamo limitarci a respingere i progetti; dobbiamo chiederci come creare le condizioni per renderli possibili. Il nostro obiettivo deve essere quello di lavorare insieme alle aziende proponenti, avviando un confronto che permetta di integrare, modificare e migliorare gli interventi per renderli armonici con il nostro prezioso territorio, superando contestualmente l’approccio a strascico che contraddistingue alcune proposte progettuali. Solo attraverso il dialogo e la partecipazione potremo trasformare la Toscana in un hub dell’energia pulita a servizio delle nostre imprese e dei cittadini.
Oltre al valore ambientale, che è imprescindibile - prosegue Romanelli - dobbiamo iniziare a valutare seriamente il costo del non fare. Rinunciare a queste tecnologie significa condannare la regione a una sudditanza energetica che il nostro sistema manifatturiero non può più permettersi. È il momento di unire le forze – conclude Rossi Romanelli – per garantire ai cittadini e alle imprese toscane un futuro di sostenibilità, sviluppo, innovazione e indipendenza energetica. Per questi motivi ci siamo già attivati, anche tenendo di conto della conversione in legge del D.L 175 sulle aree idonee, affinché si inizi appena possibile un percorso istituzionale per l’approvazione in Toscana di una specifica legge che rappresenti il principale riferimento programmatico regionale in termini di sviluppo ed implementazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili».
