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Sentenza Publiacqua, Galletti e Rossi Romanelli (M5S): «Si apre nuova fase: la gestione in house del servizio idrico è pienamente legittima»

Lunedì 16 marzo 2026 · 12:11

«L’esito di questa causa può avere effetti positivi anche su altri contenziosi ancora aperti in Toscana, in particolare quello di Acque SpA. È un’occasione importante per rafforzare la gestione pubblica del servizio idrico anche nella Conferenza Territoriale 2 e coordinare meglio le strategie locali, evitando logiche ispirate al mero profitto» dichiarano i consiglieri regionali del M5S Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli, che sottolineano come anche la Conferenza Territoriale 3 abbia ribadito proprio ieri la volontà di andare avanti in questa direzione, partendo dalle attuali articolazioni territoriali, per riportare ai cittadini il controllo su un bene essenziale come l’acqua.

«Ora l’attenzione deve spostarsi sulle scelte di gestione, superando la logica della distribuzione degli utili che ha caratterizzato finora il settore. Le risorse generate dal servizio idrico devono restare nel servizio idrico: solo così si potranno finanziare gli investimenti per modernizzare le reti, ridurre le perdite e alleggerire nel tempo le bollette dei cittadini.

Per farlo servono strumenti industriali adeguati – spiegano i consiglieri – ed è per questo che nasce la necessità di aprire un confronto in merito alla costituzione di una società regionale per gli investimenti nelle infrastrutture idriche, finalizzata a rispondere alle nuove sfide rappresentate dalla Strategia Europea sulla Resilienza Idrica, dalla Direttiva sulle Acque Potabili (UE) 2020/2184 e dalla revisione della Direttiva sul Trattamento delle Acque Reflue Urbane.

Il tema della gestione della risorsa idrica deve avere l’ambizione di raggiungere standard più alti e tecnologie capaci di individuare contaminanti emergenti, non da ultimo i Pfas. L’obiettivo è unire gestione pubblica, economia circolare e riduzione delle emissioni lungo tutto il ciclo dell’acqua, migliorando l’efficienza energetica dalla captazione al riuso.

Non da ultimo sarebbe opportuno anche aprire un confronto in merito alla depurazione industriale. Il caso GIDA nell’area pratese, acquisita da Publiacqua, indica un percorso che noi condividiamo e che vorremmo concretizzare anche per il caso del Consorzio Aquarno attraverso un processo di pubblicizzazione da parte di Acque. Continueremo a sostenere il modello in house seguendo le scadenze delle concessioni per completare la ripubblicizzazione del servizio idrico in Toscana»