Logo M5S Toscana

Carcere Sollicciano, Rossi Romanelli e Galletti (M5S): «Governo intervenga: la dignità in carcere deve essere priorità politica anche se non porta voti»

Lunedì 22 giugno 2026

«A Sollicciano siamo oltre il limite del collasso: celle infestate da cimici, mancanza di acqua calda e persino la negazione della cena la domenica. Il sequestro della magistratura è l'inevitabile conseguenza dopo anni di totale abbandono. E davanti a questo scenario, sentiamo dire che per abbattere e ricostruire la struttura servirebbero almeno otto anni. È una scusa inaccettabile. Quando c'è la volontà politica, le grandi opere si fanno in un anno. Perché per le grandi infrastrutture i tempi si azzerano e per la carne viva dei detenuti e del personale penitenziario si stimano decenni? La verità è che per questo Governo la dignità in carcere non è una priorità»: così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti a proposito dei dati emersi dalla relazione annuale del Garante dei detenuti Giuseppe Fanfani.

«La relazione di Fanfani non è un semplice bilancio numerico, ma una fotografia drammatica dello stato dei diritti e della dignità umana nelle carceri toscane. Un sistema che sta collassando sotto il peso di carenze strutturali croniche e delle logiche demagogiche di questo Governo, che risponde al sovraffollamento con l’ipertrofia penale del decreto Sicurezza, preferendo la vendetta sociale alla vera sicurezza».

Il M5S sposta poi l’attacco sul piano terapeutico e sanitario: «Il carcere è diventato un surrogato brutale dei vecchi manicomi e il fallimento più evidente della gestione delle tossicodipendenze. Parliamo di migliaia di persone che non dovrebbero stare in cella, ma essere curate. Il 55,4% degli stranieri reclusi è dentro per violazione dell'articolo 73 sugli stupefacenti: la legalizzazione delle droghe leggere decongestionerebbe immediatamente i penitenziari e colpirebbe la criminalità organizzata. Invece, assistiamo allo stipamento umano (con tassi di sovraffollamento in Toscana del 138% - con un picco nel carcere di Lucca del 240%) e a una piaga quotidiana di autolesionismo e tentativi di suicidio (133 nel 2025), arginati solo dall'immane lavoro del personale sanitario e penitenziario. Voltare la testa dall'altra parte solo perché i detenuti non votano è un atto di codardia politica» concludono i consiglieri del Movimento 5 Stelle.