Ossicombustore, Irene Galletti (M5S): «Noi contrari. I Sindaci con il loro no potrebbero aprire una fase nuova sul ciclo integrato dei rifiuti»
Martedì 23 giugno 2026
«L’ossicombustore non è la risposta giusta per garantire l’autosufficienza impiantistica dell’ATO Costa. La strada da intraprendere è un’altra, ed è quella ispirata a Zero Waste. Come già espresso molte volte e non da ultimo dal nostro assessore di Cascina, Fausto Bosco, consideriamo il progetto di un ossicombustore non solo anacronistico, soprattutto alla luce delle molte criticità tecniche emerse nella procedura di Paur e confermate dal fallimentare esito della sperimentazione pugliese, ma anche sbagliato in quanto continua a considerare i rifiuti urbani non materia da recuperare, attraverso processi di recupero e riciclo a freddo, ma come un problema da bruciare.
Per questo speriamo che i Comuni che rappresentano l’azionariato di Retiamebiente e che sono gli stessi enti che costituiscono l’Ato costa, valutino attentamente e con cura tutti gli elementi di incertezza che ancora permangono, e non espongano la collettività al folle rischio di impresa che deriverebbe dall’ingresso di Retiambiente dentro Novatosc (la società che dovrebbe gestire l’impianto). Occorre ricordare che il nostro soggetto gestore è una società in house, e che eventuali nuove partecipazioni azionarie non sono così semplici e scontate da realizzare (art 4 del dlgs 175/2016).
Il 29 giugno, si terrà l’Assemblea di Retiambiente che, insieme all’approvazione del bilancio, dovrebbe approvare il Piano Industriale, decidere proprio in merito all’ingresso in Novatosc e, quindi, alla costruzione di un’infrastruttura dalle ricadute discutibili sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista economico. Ci auguriamo che anche i Sindaci, molti dei quali avevano già espresso dubbi e criticità, facciano le nostre stesse valutazioni e, al momento del voto, facciano non un passo indietro ma due in avanti».
